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sabato 22 luglio 2017

Sposarsi?

Tempo fa mi ha scritto una ragazza uscita da un monastero, la quale era indecisa se pensare a sposarsi o pensare alla vocazione tentando una nuova esperienza vocazionale. Riporto la mia risposta nella speranza che possa essere di qualche utilità ad altre persone.


Carissima sorella in Cristo,
                                              il fatto che tu sia stata mandata a casa quando eri postulante, non significa in modo assoluto che tu non sia portata per la vita religiosa. San Giuseppe da Copertino venne letteralmente cacciato da un convento, e così entrò in un altro ordine religioso nel quale si fece santo. Chissà, forse tu non eri chiamata in quell'ordine, ma in un altro migliore, o almeno più adatto alle tue inclinazioni.

Non possiamo nemmeno escludere che Dio voglia che tu metta su famiglia. Anche in questo caso c'è un precedente. I genitori di Santa Teresa di Lisieux in gioventù tentarono di entrare in convento, ma vennero mandati a casa. Così decisero di sposarsi e misero su una famiglia davvero cristiana che merita di essere presa a modello.

Dunque che fare? Questo è un momento importantissimo della tua vita, è l'ora cruciale in cui devi eleggere lo stato di vita, e da questa decisione potrebbe dipendere la tua sorte eterna. Da parte mia cercherò di darti qualche semplice consiglio per aiutarti a capire quel che Dio vuole da te. Innanzitutto devi essere pronta a tutto, come un valoroso soldato, pur di eseguire ciò che Dio ti farà comprendere attraverso la preghiera e la meditazione. Appena avrai capito qual è la tua vocazione (religiosa o matrimoniale) dovrai obbedire a Dio con prontezza, proprio come fanno i soldati.

Per poter abbracciare la vita religiosa è necessario avere motivazioni spirituali come il desiderio di vivere più uniti a Gesù, vivere con maggiore perfezione la vita cristiana, fuggire i pericoli del mondo, dedicarsi all'apostolato per la salvezza delle anime, ecc. Se tu senti qualcuna di queste motivazioni, vale la pena approfondire la questione per capire se la tua è vera vocazione oppure hai solo dei pii desideri.

Motivi che inducono a mandare a casa i giovani entrati in convento per un discernimento vocazionale, sono la mancanza di obbedienza agli ordini leciti dei superiori (a quelli illeciti si è tenuti a resistere), la mancanza di volontà nel voler correggere i propri difetti, la mancanza di amore per la preghiera e la penitenza, ma soprattutto la negligenza nel vivere in castità.

Il mio consiglio è di trascorrere una settimana in un monastero di stretta osservanza per pregare Dio di illuminarti sullo stato di vita da eleggere. Deve essere un monastero di stretta osservanza, altrimenti in uno rilassato potrebbe venirti il disgusto per la vita religiosa.

Se invece ti senti chiamata per la vita matrimoniale devi sapere che è facile trovare delle donne pentitesi di aver abbracciato questo stato di vita. Anche tra le lettrici del blog ce ne sono alcune che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento. Il matrimonio è una scelta delicata, poiché una volta che lo sposalizio è rato (cioè valido) e consumato, non può essere più sciolto da nessuno, nemmeno dal Papa. Dunque è importante scegliere la persona giusta. Come fare? Qualora tu abbia questa vocazione, devi cercare un ragazzo che abbia le qualità morali del Beato Luigi Martin (il papà di Santa Teresa di Lisieux), cioè deve essere un uomo davvero cristiano, fedelissimo a tutti gli insegnamenti della Chiesa, soprattutto a quelli riguardanti la sessualità. Purtroppo è molto difficile trovare un fidanzato del genere, infatti il grande problema è che molti uomini si sposano solo per pura attrazione fisica, e inoltre non sono fedeli alle proprie mogli. Affinché il matrimonio sia felice è importantissimo "selezionare" con estrema diligenza il futuro coniuge, altrimenti in seguito se ne pagheranno le conseguenze a caro prezzo. Il fidanzato deve osservare seriamente gli insegnamenti della Chiesa. A che serve sposare una persona bella e ricca, se non ha il santo timor di Dio? Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge. Se trovi un fidanzato che vuole abusare del tuo corpo prima del matrimonio, lascialo subito! è un chiaro segno che non ti ama. L'amore vero nasce da Dio, ma se il partner vuole profanare il tuo corpo (che è tempio dello Spirito Santo), ciò significa che per te non ha vero amore, ma semplice attrazione fisica. Ti prego di credermi, solo vivendo castamente il periodo di fidanzamento è possibile accertare l'amore vicendevole. Del resto l'esperienza dimostra che persone che sembravano innamoratissime, si sono lasciate quando è cessata l'attrazione fisica. Qualcuno potrebbe dire che le mie sono solo belle parole, perché di fatto è raro incontrare una persona disposta ad aspettare le nozze prima di consumare l'unione. In effetti la società si è paganizzata, e non è facile trovare cattolici di "stretta osservanza" con cui fidanzarsi. Ma bisogna anche "saper cercare"; di certo è molto difficile trovare persone così negli stadi, nelle discoteche, nelle birrerie e nei night club.

Vedo che mi sono dilungato molto, e non voglio rubarti troppo tempo. Ti ripeto però il consiglio di ritirarti una settimana in un monastero osservante per capire quello che Dio vuole da te. Se mi dici la regione in cui abiti, forse sono in grado di fornirti gli indirizzi di alcuni monasteri dove si vive santamente.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria, e rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordialiter

venerdì 21 luglio 2017

Addio!

Ripubblico la lettera che una gentilissima lettrice mi scrisse prima di abbandonare il mondo traditore ed entrare in un monastero di clausura.

Ciao D., come stai? Voglio comunicarti che tra 14 giorni finalmente entrerò in Monastero! Nel cuore ho una grande pace, e sento la Grazia del Signore che agisce e mi accompagna. Il dolore per il distacco dai miei cari è forte, ma non confido nelle mie forze, bensì nella Sua Grazia! Lasciandoci dolcemente plasmare dall'Autore della Vita sarà Lui stesso a condurci all'Altra Riva! Lasciamoci "santificare" senza resistenze, perché senza di Lui non possiamo fare niente! Prima  pensavo che il desiderio di Santità fosse superbia, ma ho capito che aspirare alla Santità è aspirare a Dio stesso, che è Santità perfetta!  Spero di aver trovato la strada che il nostro Dio ha pensato per me, e di esservi fedele fino alla fine, riuscendo a pronunciare ogni giorno il mio piccolo FIAT! Prega tanto anche per me e per la mia famiglia. Il Signore benedica ogni tuo passo per la Sua Gloria! Vi porto tutti nel mio cuore e nelle mie misere preghiere. Diamoci appuntamento in Paradiso...e impegniamoci a mantenere la Promessa!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                         ti ringrazio per la splendida notizia che mi hai dato! Sono davvero felice per te che finalmente lascerai questa società paganizzata per entrare in uno dei migliori monasteri di clausura d'Italia, nel quale potrai vivere sempre alla presenza di Dio, cioè col cuore costantemente rivolto al Signore. 

Su questa terra siamo solo di passaggio per breve tempo. Passa in fretta la scena di questo mondo. Il nostro scopo è di salvarci l'anima per dare maggior gloria a Dio, mentre tutto ciò che non giova a questo fondamentale obiettivo è vanità delle vanità. Ci sono tanti monasteri di clausura appartenenti all'ordine religioso in cui entrerai tra pochi giorni, ma tu hai scelto uno dei più fervorosi e di stretta osservanza. Lì sarà facile per te salvarti l'anima e impegnarti a diventare santa cercando di praticare con maggiore perfezione possibile le virtù cristiane.

Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che uno dei mezzi con cui il demonio tenta di far perdere la vocazione consiste nell'insinuare nel giovane vocato un eccessivo attaccamento alla famiglia. Certo bisogna voler bene ai parenti, ma per amore di Gesù Cristo bisogna esser pronti a rinunciare a tutto. Anche Santa Teresa d'Avila soffrì molto quando scappò di casa per entrare in monastero, la stessa sofferenza l'hanno sentita anche altri santi. Quindi sappi che il dolore che senti nel cuore è una cosa normale negli esseri umani. Coraggio, affidati alla Madonna e certamente riuscirai a superare questa prova d'amore. Devi dimostrare a Gesù buono, il tuo futuro Sposo, di amarlo sopra ogni altra cosa. Per questo sacrificio, Egli saprà ricompensarti abbondantemente già su questa terra, ma soprattutto nell'eternità.

Che grande grazia hai ricevuto! Tra tante altre ragazze che vivono su questa terra, tu sei stata una delle prescelte a divenire sposa di Cristo, il Re del Cielo! Quando giungerà l'ora della morte vedrai con maggiore evidenza quanto grande sia stata la grazia di abbandonare il mondo traditore per abbracciare la vita consacrata. In quell'ora estrema della vita si comprende più facilmente che le ricchezze, gli onori, i piaceri immorali e i divertimenti mondani, sono solo vanità delle vanità che svaniscono come fumo al vento. L'unica cosa che conta davvero è amare il Signore con tutto il cuore e servire Lui solo.

Quando sarai finalmente a casa del tuo Sposo, nel silenzio della tua cella monastica, sarebbe bello se tu pregassi ogni giorno Gesù buono di donare a tanti altri giovani la grazia della vocazione religiosa. La società è allo sbando, si vive come ai tempi del paganesimo, immersi in uno spaventoso materialismo idolatrico. A mio avviso per rievangelizzare il mondo è necessario rilanciare la vita religiosa. C'è tanto bisogno sia di missionari, sia di anime contemplative che con la preghiera e la penitenza ottengano da Dio la conversione delle anime. Bisogna pregare specialmente per la conversione dei sacerdoti che vivono stabilmente in peccato mortale, perché quando i sacerdoti sono santi, anche i fedeli si santificano, mentre quando i sacerdoti vivono malamente, anche gran parte dei fedeli vivono in maniera immorale, come dimostra l'esperienza. Supplichiamo il Signore di “catturare” più anime possibili alla vita consacrata in monasteri e conventi fervorosi e osservanti. 

Addio carissima sorella in Cristo, speriamo di poter ritrovarci un giorno insieme a tutti gli altri lettori del blog ai piedi della Beata Vergine Maria, nella Patria Celeste, dove con gli angeli e i santi potremo finalmente contemplare la Santissima Trinità per omnia sæcula sæculorum. Così spero, così sia.

Cordialiter

giovedì 20 luglio 2017

Testimonianza di una ragazza

Ripubblico una testimonianza di una ragazza che tempo fa ha fatto un'esperienza vocazionale presso le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena).


Caro D.,
               le scrivo questa e-mail con la volontà di raccontarle la mia esperienza di una settimana nel monastero di Clausura della Visitazione a Baggiovara, sperando che questa storia possa servire a qualcuno. Da quando ho incontrato il Signore, il 21 Novembre 2012, ho cominciato ad interrogarmi circa la Volontà del Padre nostro su di me. Purtroppo all'età di 12 anni, dopo aver ricevuto la Cresima mi sono allontanata da Lui sino ai 27 anni quando Lui ha detto basta alla mia distruzione. Mi sono ritrovata a pezzi con un disordine interiore tale da non essere più in grado fare nulla. Ho lasciato il lavoro e ad un passo dalla laurea, mi mancava solo la tesi di laurea, non riuscivo più a studiare. Il motivo? Vivevo senza di Lui e la mia vita era il Caos totale. Ora piano piano il Signore sta mettendo ordine dentro me e la pace scende dentro me. Solo una volta dentro al Monastero ho scoperto che non era un caso, infatti, che io mi ritrovassi proprio alla Visitazione. Il Signore mi ha spinta proprio in questo monastero per aiutarmi. Sin dal primo momento tutto è stato un esercizio all'Ordine, anche il più piccolo movimento mi richiamava all'ordine, alla “Pratica della Virtù”, così come esponeva la prima stanza in cui fui portata a lavorare mezz'ora dopo il mio arrivo. Ed ho subito fatto un sorriso interiore profondo nel sentire la Sua Opera su di me. Non avevo più dubbi, ero lì non per mia iniziativa ma per Suo volere. E continua ad aprire il mio cuore e toccarmi sorprendentemente quando capisco che tutto questo ordine che tanta pace mi da è il Signore stesso che è ORDINE allo stato massimo. Questo ha inoltre permesso di sentire la mia Unione con Gesù che grazie all'Eucaristia entra dentro di noi per farci come Lui: “Ha posto la Sua Divinità nell'uomo in modo che l'uomo fosse Dio”. Altro dono ricevuto è stato il capire ogni Parola letta o sentita rivolgersi a sé. Il Signore mi ha bombardata con la Sua Parola. Sono tuttora scioccata da quanto sia forte la Sua Presenza tra quelle Sorelle che sono state un ulteriore Dono del Signore per il mio cuore. Sono entrata al monastero con l'unica aspettativa di conoscere meglio il Signore e imparare a pregare. Ho con tanto amore ricevuto questo dal Padre nostro, pronto a consigliarci come lasciarci correggere da Lui e come avere la Vita :«raddrizzate le mani inerti e le ginocchia paralizzate, e fate dritti i sentieri per i vostri piedi». Vengo via conoscendo un po' di più il Signore, avendo imparato a pregare grazie all'esempio delle carissime Sorelle, imparato ad avere fiducia nel Suo intervento e a  custodire la Pace che Dio ci dona con tanto Amore. Per il resto aspetto che il Signore faccia la prossima mossa e resto a Lui unita. Un grazie Speciale al Signore, alla Madre e alle sorelle che hanno fatto tantissimo per me. E che con queste parole, con le quali non riesco ad esprimere ciò che ho provato tanto è Grande, Dio sia benedetto!!!!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                     dammi pure del tu, lo preferisco.

Ti ringrazio per la testimonianza che mi hai inviato. Penso che leggere le testimonianze sia di incoraggiamento per le lettrici del blog che "simpatizzano" per la vita monastica, e che stanno decidendo di fare un'esperienza vocazionale in un monastero di clausura.

Personalmente apprezzo molto le testimonianze di persone convertite, perché le loro storie mettono in risalto l'infinita misericordia di Dio. Certe persone pensano erroneamente che per abbracciare la vita religiosa sia necessario essere state sempre pie e praticanti come lo furono Santa Teresa d'Avila e Santa Teresa di Lisieux. Invece Gesù buono è libero di prendere come sue spose, chiamandole alla vita consacrata, anche donne che hanno vissuto lontano da Lui per molto tempo.

Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, nella speranza che il Redentore Divino ti prenda tutta per Sé, facendoti abbracciare la vita consacrata. Un conto è essere sposa di un'umile creatura, altro conto è essere sposa del Re dell'universo.

Rinnovandoti la mia gratitudine, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

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Le donne che desiderano trascorrere alcuni giorni nel monastero delle Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per fare un'esperienza vocazionale tra le seguaci di San Francesco di Sales (il santo della dolcezza), possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:  monvisit@virgilio.it

mercoledì 19 luglio 2017

Finire l'università?

Tempo fa una ragazza mi ha confidato di non riuscire a studiare, perché si sente attrarre dalla preghiera.

Ciao, sono [...], ho 22 anni e sono in crisi! Perché mi trovo su un bivio, dove non so che strada prendere! Io studio ingegneria civile, ma in quest'ultimo anno ho fatto solo 4 esami, e ora non riesco a studiare. Ad agosto ho fatto servizio al [..], ma quando sono tornata a casa ero felice e pensavo di riuscire a studiare, ma non ci sono riuscita, perché passo giornate intere a pregare. Io penso che Dio mi stia chiamando! Però mi sento in colpa perché non riesco a studiare! Vorrei farmi 2 esami in questa sessione, ma come faccio? Io ci provo a studiare, ma ho il pensiero sempre rivolto a Dio e prego sempre! Poi penso: chissà forse Lui vuole che io studio e invece non ci riesco, e mi sento in colpa.

Però mi sento fortemente chiamata, anche quando leggo il Vangelo o la Bibbia, sento che Lui mi dice: seguimi e lascia tutto ciò che hai. Sento un forte bisogno di dedicare la mia vita a Lui e al prossimo. E poi è capitato un giorno che sono riuscita a studiare (poco), però sentivo che mi mancava qualcosa, non è come lo scorso anno che quando studiavo ero soddisfatta e felice. Ora queste materie le odio, non mi dicono più niente, mentre prima le amavo! [...] Tu cosa mi consigli di fare? Non so se insistere con lo studio o continuare a pregare come sto già facendo.

Grazie per la tua attenzione!

Cara sorella in Cristo,
                                   è davvero “curiosa” questa tua forte attrazione per la preghiera che, quasi fosse una calamita, ti stacca dai libri universitari e ti porta a Gesù buono. Oh, quanto vorrei che questa “calamita” attirasse alla preghiera tante altre persone! :-)

In effetti, se hai sempre voglia di pregare, sarà difficile continuare a studiare e terminare l'università. Diceva Sant'Alfonso che quando una persona si sente chiamata alla vita religiosa, deve subito darsi da fare per poter adempiere alla divina vocazione. Però, certi ordini preferiscono far terminare gli studi (almeno quando sono giunti verso il termine) prima di accogliere una persona in convento. Insomma, in questi casi si agisce “caso per caso”.

Secondo me l'ideale sarebbe poter fare un'esperienza vocazionale in un ordine fervoroso e osservante, per vedere se ti senti portata per la vita religiosa. Se non sai a chi rivolgerti, ti consiglio di contattare le "Serve del Signore e della Vergine di Matarà" (dette anche "Servidoras"). Quest'ordine ha sia il ramo di vita attiva, sia quello di vita contemplativa in clausura. Le suore del ramo attivo sono impegnate su tutti i fronti: dall'apostolato coi giovani a quello con gli anziani, dalla carità verso i poveri all'apostolato della cultura, dalle missioni estere all'apostolato nelle parrocchie italiane. Si occupano di asili, scuole, editoria, esercizi spirituali, campi estivi, assistenza ai disabili, apostolato vocazionale, aiuto materiale ai poveri affamati, ecc. Insomma, ovunque c'è bisogno di evangelizzazione, le Servidoras sono presenti con il loro zelo apostolico. Queste suore (in maggioranza giovani) rispondono volentieri alle domande che le rivolgono le ragazze in discernimento vocazionale come te. Puoi contattarle e dirle le stesse cose che hai detto a me. Queste gioiose e caritatevoli suore ti sapranno consigliare quel che è meglio fare. Ecco il loro indirizzo: vocazione@servidoras.org

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 18 luglio 2017

Ritiro spirituale

Ripubblico quel che mi scrisse una cara lettrice del blog al ritorno da un ritiro spirituale.

Carissimo D.,
                       eccomi di rientro dal ritiro, anzi...dal Paradiso! Sono a casa già da qualche giorno, ma sto cominciando solo ora a riprendermi (si fa per dire) dal trauma del rientro a "Babilonia". Sono passata dal perfetto silenzio al caos più totale. La prima cosa che ti voglio dire è che senza averlo programmato, per una serie di circostanze, ho trascorso un intera giornata nei luoghi di S. Gemma Galgani! Quante lacrime ho versato sulla sua tomba, quante emozioni nei luoghi dove lei ha vissuto! […] Ho potuto vivere un'esperienza indimenticabile in due Comunità religiose molto fervorose che vivono con grande fedeltà il carisma dei loro fondatori, dall'una e dall'altra sono rimasta molto edificata. I due aspetti che mi hanno colpito di più sono: l'amore e la cura per la liturgia. [...] Che gioia, erano mesi che non gioivo così, ogni Messa era cantata a cappella in gregoriano!! Poi sono rimasta molto impressionata dalla capacità che hanno di accogliere i fratelli, riuscendo a coinvolgerli nei loro ritmi di preghiera in modo tale da non mancare alla carità fraterna e non perdere il loro raccoglimento. In effetti le due spiritualità a prima vista sembrerebbero molto diverse perchè la prima Comunità ha il carisma di essere Monaci nel mondo, e la seconda di essere eremiti in Comunità, ma osservandole più attentamente si scopre che hanno molto in comune, ad esempio la capacità di unire la Chiesa Occidentale a quella Orientale con molta armonia, infatti l'impatto che ne ho avuto è stato molto naturale […]. Nella Cappellina privata che hanno tutti gli eremiti, il Santissimo è custodito dentro un piccolo Tabernacolo che ha dietro lo sportellino il vetro dove Gesù è sempre esposto, ci pensi... poter adorare il Signore tutti i giorni per tutto il tempo che si vuole? Solo al pensiero di dovermi nuovamente privare di tanta beatitudine sentivo una sofferenza enorme, volevo restare lì per sempre. Ora che sono a casa, mi sembra di morire in certi momenti, ma si può morir d'amore? Credo di sì, la mia brama è verso di Lui e non posso più vivere senza. Se già prima avevo disprezzo per le vanità del mondo, ora mi pesa anche il mio corpo che ha tante esigenze, e mi costringe a restare attaccata a terra, invece vorrei volare.

Purtroppo il nemico è più agguerrito che mai, e se le inventa tutte per cercare di ostacolare la mia gioia, infatti ti chiedo di pregare per un'intenzione che mi sta dando molto dispiacere. […] Io come sempre ti offro la mia povera preghiera, in modo particolare ti ho ricordato davanti a Gesù durante le mie veglie. Per me sei e resterai un caro amico anche se gli impegni vicendevoli non ci consentono di sentirci frequentemente.

Ti saluto fraternamente e ti auguro tante grazie e benedizioni per il tuo cammino di santità.
Con affetto, tua sorella in Cristo

(lettera firmata)

lunedì 17 luglio 2017

"Salvare la donna con la donna"

L’Opus Mariae Reginae (l'Opera di Maria Regina) è una Congregazione Religiosa di diritto diocesano, è stata approvata nel 1979, anche se è stata ispirata dal Signore al suo Fondatore, Padre Mario Maria Merlin, fin dall’8 marzo 1941, data della sua consacrazione sacerdotale.

Le Religiose (Sorelle) dell’Opus Mariae Reginae svolgono la loro opera apostolica nel campo educativo, cominciando dai bimbi delle scuole materne e, per il loro apostolato specifico, dalle bambine negli Oratori femminili. La loro delicata ed onerosa missione evangelizzatrice si riassume in questo obiettivo: “salvare la donna con la donna”. Per questo gli Oratori femminili sono scuole di vita cristiana che si propongono di formare delle autentiche donne cristiane dignitose nell’abbigliamento e nel comportamento conforme allo spirito evangelico nonché alla specifica e insostituibile indole femminile. La missione educativa delle Sorelle si svolge attraverso l’arco dell’età evolutiva preparando le giovani al loro futuro e sostenendo le mamme nel loro difficile compito.

Questa azione capillare di rinnovamento spirituale e morale ha un unico filo conduttore: proporre alle Oratoriane – bambine, adolescenti, giovani – la Madonna come ideale di vita femminile. Le Sorelle dell’Opus Mariae Reginae si propongono di collaborare con la famiglia, cui spetta il primato educativo, affiancando in particolare le mamme per illuminarle e incoraggiarle nell’affrontare e risolvere i molteplici problemi che la loro missione comporta. Il loro apostolato specifico negli Oratori femminili continua nella certezza che dalla donna cristiana si irradierà nel mondo un soffio rinnovatore di fede, di purezza, di carità per la costruzione della civiltà dell’Amore.

La spiritualità della Congregazione ha una sua connotazione particolare nel Trinomio “ Purezza, Amore, Sacrificio” e nel Motto “ Solo Gesù e Maria”. La Congregazione professa un culto speciale alla Vergine Immacolata, e venera come sue particolari protettrici S. Teresa di Gesù Bambino e S. Giovanna D’Arco, quali veri modelli di vita apostolica nella contemplazione e nell'azione. Scriveva il Padre Fondatore: “Calvario e Tabor, altare e tabernacolo, preghiera e azione, carità e sorriso, modestia e semplicità, gioia e bontà, serenità e fraternità: ecco, elette figlie dell’Opus Mariae Reginae, i vertici della vostra santità e del vostro apostolato”. Con la materna protezione della Vergine Immacolata le Sorelle collaborano, dunque, nella Chiesa affinché il Regno di Dio si estenda a beneficio di tutta l’umanità.

L'età massima per entrare nella Congregazione è di 40 anni. Queste suore sono presenti nel Veneto con 5 comunità, in Emilia Romagna con 1, nel Lazio con 3 e in Puglia con 1. Il Padre Fondatore, Padre Mario Maria Merlin, deceduto il 18 giugno 2009, aveva in animo di fondare il ramo maschile perché c'è bisogno dell'opera del Sacerdote per la formazione delle ragazze dei loro Oratori. Attualmente si avvalgono della collaborazione di un figlio spirituale di Padre Merlin, si tratta di Padre Giglio Gilioli, Fondatore dei “Discepoli dell'Annunciazione".

Le ragazze che volessero ottenere maggiori informazioni, o volessero fare un'esperienza vocazionale in una delle loro comunità, possono scrivere al loro indirizzo di posta elettronica: opusmariae1981 @ tiscali.it  (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).

domenica 16 luglio 2017

Vita monastica

Ripubblico il testo di una lettera di una ragazza attratta dalla vita religiosa.

Salve, 
           ti ringrazio per avermi risposto subito e per i tuoi preziosi consigli; [...] ne sono molto sollevata. Perciò credo che non dovrei perdere neanche un momento per esaudire il prima possibile il desiderio di Gesù. Essendo una studentessa (frequento il terzo dei cinque anni di liceo) non so come comportarmi per evitare che nulla della mia vocazione vada perso. Mi sento attratta dalla vita contemplativa della clausura, ma non so se sia veramente questa la mia strada e non vorrei mai scegliere un ordine perché "mi fa più comodo" di un altro. Quindi se potessi darmi dei consigli su come capire a quale ordine il Signore mi chiama, ti sarei molto grata.

Concordo sull'importanza di fare un'esperienza vocazionale in qualche monastero e, potendo, la farei anche subito, ma sinceramente non so come chiederlo ai miei genitori, non avendo mai fatto un ritiro spirituale, e dubito che a quest'età mi lascerebbero andare per più giorni senza farmi altre domande più specifiche.

[…] Potresti informarmi su monasteri di stretta osservanza nella mia zona e darmi dei consigli sui vari ordini, su come contattarli...? Da sola ho paura di cadere nella tentazione di scegliere la comodità e non ciò a cui sono chiamata e non saprei proprio da dove partire. Infine come posso prepararmi interiormente per essere una sposa un po' più degna di Cristo?

Grazie infinite per la disponibilità,

(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                               quale ordine religioso scegliere? Non è semplice rispondere, poiché a volte si è indecisi su varie congregazioni osservanti. In genere bisogna ascoltare le proprie inclinazioni. Alcune ragazze sono portate per l'evangelizzazione, altre per la cura dei poveri e degli ammalati, altre ancora per la vita contemplativa nella clausura. Sono rimasto sorpreso nel constatare che molte lettrici che mi hanno contattato sono attratte dalla clausura; si tratta di una scelta forte e radicale adatta solo ad anime ardite desiderose di immolarsi.

A volte la propria attrattiva non corrisponde alla vocazione designata da Dio. La celebre suor Consolata Betrone da giovane si sentiva attratta dagli ordini di vita attiva. Fece tre prove ma andarono male. A quel punto il suo confessore le propose di provare in un ordine di clausura, nel quale riuscì ad entrare e a vivere santamente.

Adesso cosa devi fare? Eccoti alcuni consigli.

Nel tempo libero cerca di fare molta lettura spirituale. È importante che tu legga libri di sicura fede, ad esempio quelli scritti dai santi. Ti raccomando “Storia di un'anima” di Santa Teresa di Lisieux, il “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica”, “Le Glorie di Maria”, “Riflessioni devote” e “Pratica di amar Gesù Cristo” tutti e tre di Sant'Alfonso Maria de Liguori, e infine “L'imitazione di Cristo” (autore anonimo). Questi libri sono tutti facilmente reperibili, e “Storia di un'anima” e “L'imitazione di Cristo” puoi trovarli anche nella versione audio mp3.

Cerca un direttore spirituale con cui confidarti. Deve essere ricco di dottrina, carità e prudenza, altrimenti c'è pericolo. Purtroppo è difficilissimo trovarne uno davvero adatto a questo scopo.

Santa Teresa di Lisieux quando viveva ancora nel secolo si considerava fidanzata di Gesù (con la professione religiosa divenne sua sposa). Anche tu adesso devi considerarti fidanzata del Redentore Divino e devi comportarti come tale. Pertanto devi disinteressarti di tutte le cose che piacciono tanto ai mondani: discoteca, gossip, divertimenti sfrenati, moda, corteggiamenti, cupidigia per le ricchezze, oroscopi, superstizioni varie e cose di questo genere. “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”.

Non permettere a nessuno dei tuoi compagni di classe di prendersi troppa confidenza con te, ad esempio tenendoti mano nella mano, prendendoti a braccetto, e in altri atteggiamenti tipici dei corteggiatori. Io desidero solo che tu faccia la volontà di Dio, e se Lui ti desidera come sua sposa, sarebbe triste se tu donassi il tuo cuore ad una povera creatura umana, anziché al Re del Cielo.

Se possiedi trucchi personali (rossetto, rimmel, smalto per le unghie, ecc.) buttali via nell'immondizia senza che i tuoi familiari se ne accorgano. Una fidanzata di Gesù non ha bisogno di queste cose. Se ti hanno regalato dei vestiti che offendono il pudore e che sono di scandalo al prossimo (minigonne, magliette troppo scollate, ecc.) buttali via nella pattumiera. Nessuna donna dovrebbe indossare questi abiti vergognosi.

Ti incoraggio a perseverare con ardore nel percorso vocazionale che hai intrapreso.

In Corde Matris,

Cordialiter

sabato 15 luglio 2017

L'anima si purifica con le tribolazioni

Ripubblico la lettera di una lettrice che soffriva per l'opposizione della madre alla vocazione.

Caro D.,
                sto in ombra, ma leggo sempre il tuo blog, e spesso mi ritrovo nelle lettere che ricevi, come mi ha colpito la lettera di quel ragazzo che è in difficoltà a causa del fatto che sua madre gli ostacola vocazione. Per questo ti chiedo di pubblicare anche la mia lettera, come risposta e incoraggiamento per lui, perché non è solo!!!!! Ci sono anch'io!!!! Capitano anche a me più o meno le stesse cose, e io non ho ancora scelto lo stato di vita. Non so ancora cosa fare, non so qual è la volontà di Dio su di me. Ciò che è certo è che io Lo cerco sempre di più e questo si fa notare...

Anche ieri sera ho discusso con mia madre che associa tutte le mie attività con l'andare in chiesa. Perché vado 2 ore a settimana all'incontro dell'Azione Cattolica, perché vado la domenica alla messa dei bambini, perché leggo libri dei santi, ecc. E...che bello sarebbe poter riuscire ad andare alla messa ogni giorno, ma per adesso non posso. Anche a me non piace uscire per andare a perdere tempo con certi tipi di amici, guardare la TV, leggere romanzi, ecc. Mia madre mi dice sempre che così non potrò mai trovare un fidanzato, e che invece altre ragazze della mia età sono già sposate e hanno dei figli. Io gli ho detto che in tutti questi anni non ho perso niente, e sono felice così. Anche a me capita la stessa cosa di quel ragazzo, e cioè che il mio padre spirituale vuole prepararmi a farmi suora, mentre mia madre...

Mi sono resa conto che tutti questi ostacoli servono alla nostra purificazione, perché Dio vuole rafforzare la nostra fede. Questa è la nostra piccolissima croce, e quando ho sentito ieri sera questo discorso della mamma, ripetevo più volte nel mio cuore, "Ti amo, Gesù!". Questa soluzione l'ho trovata solo quest'anno, ma è bene pregare in quel momento anche per la persona che ci fa soffrire. Inoltre, quando le persone che ci circondano ci perseguitano a causa della nostra fede, dobbiamo essere felici, perché così dimostriamo che quello che noi viviamo, non sono solo parole, ma anche atti.

Il mio consiglio e di alzarsi su, anche con le lacrime agli occhi, anche se fa male il cuore, e andare avanti, perché il conflitto non dura per sempre. La situazione si calma in pochi giorni, e prima o poi i parenti si abituano all'idea. A me capitano queste cose soprattutto durante la Quaresima. Sono piccole cose che possiamo offrire al Signore.

Spero tanto che la mia testimonianza possa incoraggiare quel ragazzo e forse altre persone che si trovano in questa situazione.

Ti auguro tutto il bene del mondo e tante benedizioni da Dio!

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per la bella lettera di incoraggiamento che hai scritto. La pubblico molto volentieri, nella speranza che possa dare un po' di conforto a coloro che stanno subendo l'opposizione del mondo alla propria vocazione religiosa.

Sono contento che stai continuando a riflettere sullo stato di vita da eleggere, e che stai cercando di capire se la tua vocazione è di consacrarti a Dio abbracciando la vita religiosa.

Fai benissimo a non frequentare discoteche e altri ritrovi mondani che allontanano da Dio. Le cattive amicizie sono un grosso ostacolo non solo alla vocazione religiosa, ma anche alla salvezza della propria anima. Infatti, andando con persone malvagie, si finisce per diventare come loro. Il fatto che tu non abbia un fidanzato è un grande vantaggio, così sarà più facile adempiere la volontà di Dio qualora tu abbia la vocazione religiosa, come io spero. Il nostro scopo su questa terra è di salvarci l'anima per la maggior gloria di Dio, mentre le cose materiali (fidanzati, soldi, divertimenti, viaggi, ecc.) sono secondarie e non indispensabili per raggiungere l'obiettivo supremo, anzi, in certi casi sono di ostacolo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

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venerdì 14 luglio 2017

Stile di vita raccolto

Anche se si vive nel mondo, è bene condurre stile di vita raccolto, lontano dalle attrattive che tanto affascinano i mondani...

Caro D.,
             grazie ancora per le preziosissime informazioni. […] Sono d'accordo con te: stare nel mondo non aiuta a seguire la vocazione, anche perché non posso dedicare tutto il tempo che desidero alla preghiera e alla meditazione. [...] I miei genitori, parenti e amici non sanno niente di quello che sta accadendo in me, anzi a volte scherzano nel vedermi spesso andare alla Santa Messa (tanto che a volte glielo nascondo), [...] o a dedicarmi a letture edificanti anziché uscire. I miei mi hanno addirittura chiesto se sto bene perché non esco mai. A dire la verità esco già per lavorare e il resto del tempo cerco di dedicarlo al raccoglimento e alla preghiera... ed è comunque poco!

Grazie ancora del tuo aiuto, è davvero fondamentale
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                           sono davvero contento che conduci già uno stile di vita quasi “monastico”, nel senso che fai una vita ritirata, lontano dai divertimenti mondani e dalle amicizie frivole del secolo che ti distoglierebbero dalla vocazione. La tua perseveranza nel cammino cristiano mi conferma che la tua conversione non è stata un fuoco di paglia.

Ho sorriso quando hai detto “Grazie ancora del tuo aiuto, è davvero fondamentale”. In realtà qualche volta, preso dallo scoraggiamento nel vedere l'avanzata della secolarizzazione, ho avuto il pensiero di abbandonare il blog ritenendolo insufficiente a fronteggiare i “carri armati” (televisioni, radio e giornali) di cui dispongono i nemici di Cristo, ma poi ho pensato che il mio sarebbe stato un tradire tutte le persone che in questi mesi hanno avuto conforto leggendo i post. Temo che se chiudessi il blog, alcuni di costoro potrebbero andare a chiedere aiuto e consigli ai modernisti, e sarebbe come finire in bocca al leone. Non posso permetterlo, non mi arrenderò mai! Però il sapere che il mio aiuto è considerato “fondamentale” mi preoccupa un po', nel senso che se un giorno per motivi di forza maggiore dovessi fermarmi contro la mia volontà, molta gente ci resterebbe male nel vedere sospesi gli aggiornamenti e soprattutto nel non ricevere più risposte alle proprie lettere (cosa molto fastidiosa).

Siamo nelle mani di Dio.

In Corde Matris,

Cordialiter

giovedì 13 luglio 2017

Testimonianza

Ripubblico una vecchia testimonianza di una lettrice che ha fatto un'esperienza tra le Benedettine di Fermo.


Il 4 agosto sono arrivata al Monastero delle Benedettine di Fermo. Ero ospite da un'amica e lei mi ha indirizzata al Monastero. Avevo anche letto le testimonianze su questo blog. Sono arrivata qui per una serie di circostanze apparentemente casuali, ma di certo guidate e volute dal Signore.  Dico così, perchè mi sono subito sentita a mio agio, accolta con attenzione nei minimi particolari. Mi ha colpito, al mio arrivo, la perfetta accoglienza, ero "attesa" da qualcuno che me lo dimostrava con "tenerezze": la tavola apparecchiata con cura, un bigliettino di benvenuto. Nella discrezione operosa delle sorelle ho trovato sorrisi e gentilezza. Tutto, anche i dettagli nella camera e nel bagno, mi parlava di una cura e di un amore per me. Anche se nessuna mi conosceva, mi sono sentita trattata con amore. Madre Cecilia con la sua semplicità, la sua concretezza, mi ha fatto sentire accolta, compresa nel profondo della mia persona, valorizzata nella mia persona. Mi ha fatto sentire talmente a mio agio che mi sono subito fidata di lei perchè la sua disponibilità ed il suo sorriso mi hanno accolto con amore. Sono grata al Signore per questa esperienza, i dialoghi con Madre Cecilia sono stati spontanei, naturali ed allo stesso tempo profondi ed autentici. La Madre mi ha trasmesso l'Amore del Signore per me. Mi hanno colpito molto anche le attenzioni rivolte a me durante i momenti di preghiera che ho vissuto insieme alle sorelle: durante il Rosario Madre Cecilia ha espresso un'intenzione di preghiera per me ed abbiamo detto una decina del Rosario per questo. Madre Cecilia mi ha anche in modo molto semplice e naturale invitato a pregare con lei attraverso la Lectio Divina, che non avevo mai fatto. Si tratta di leggere la Parola e poi meditare, e lì il Signore ha parlato al mio cuore, ma lo ha fatto anche attraverso le parole di Madre Cecilia che mi ha letto nell'anima anche se non mi conosceva nemmeno.

La giornata è scandita dalla preghiera, non resta molto tempo non "occupato", tutto è un richiamo a mettere al centro della propria vita Dio. La mia preghiera preferita è stata l'ora Terza alle ore 9.00 del mattino, perchè è l'ora della discesa dello Spirito Santo e mi aspetto molte grazie dal Signore e dal suo Santo Spirito. Per chiunque entrasse qui e fosse un minimo leale con il proprio cuore, non potrebbe non domandarsi che cosa riempie gli occhi ed il cuore di queste suore. Non potrebbe non andare oltre la superficie fino a trovare la sorgente di queste vite. Perchè: che senso mai può avere un monastero? Perchè delle donne scelgono un tipo di vita come questo? Che cosa, o meglio, CHI è la sorgente?

Io ho trovato questa Sorgente qui con le sorelle, e mi è nata una preghiera dal cuore: Signore ti prego, rendimi semplice come una bambina, quella bambina che da sempre tu conosci e di cui scruti il cuore, e mostrami le tue vie, il tuo piano meraviglioso per me, attendo tutto da Te. Rivelati mio Signore: cosa vuoi che io faccia?

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Le donne che desiderano contattare le Benedettine di Fermo possono scrivere all'indirizzo: m.benedettine @ alice.it (scrivere l'indirizzo tutto attaccato, senza spazi).


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mercoledì 12 luglio 2017

Lasciare la carriera

Ho ricevuto varie lettere da parte di studentesse universitarie attratte dalla vita religiosa. Oggi ripubblico una di queste lettere molto edificanti.

Carissimo fratello in Cristo,
                                               sono una ragazza di 22 anni, mi chiamo [...] per motivi di studio vivo a [...], frequento infatti il terzo anno della facoltà di infermieristica... Da qualche giorno sono venuta a conoscenza del tuo blog... Sin da bambina ho donato il mio cuore a Gesù desiderosa di appartenere per sempre a Lui, ho sempre creduto che forse un giorno sarei entrata in qualche ordine religioso ma senza mai pensarci troppo, il mio piccolo voto personale fatto a Gesù e la vita che conducevo in parrocchia mi bastavano, ma crescendo ho cominciato a capire che non poteva essere per sempre così e per questo ho cominciato a pregare per la mia vocazione. Circa un anno fa ho conosciuto un giovane sacerdote [...] con il quale è nata una splendida amicizia e grazie a lui ho cominciato a capire la mia vocazione. Lo scorso giugno dopo tante resistenze da parte mia è riuscito a farmi partecipare ad una messa che lui celebrava dalle Monache Carmelitane di [...]. Vedendo loro ho sentito chiaramente dentro di me che questo è quello che Gesù vuole per me, ma all'inizio non riuscivo ad accettare di poter essere chiamata a questo genere di vita che fino ad allora nemmeno conoscevo. Solo a settembre sono riuscita a parlare con questo sacerdote del mio desiderio di seguire Gesù in un monastero, ma lui mi ha consigliato di finire prima gli studi e poi decidere...

In questi nove mesi sto diventando sempre più consapevole della mia vocazione anche se rimane il dubbio di quale possa essere l' ordine giusto per me. Mi sono molto affezionata ai Santi Carmelitani e questo mi porta a pensare che Gesù mi stia chiamando verso il Carmelo. Sono certa che al momento decisivo della scelta sarà Gesù stesso a farmi capire dove dovrò seguirlo ma ciò che mi tormenta è il fatto di non essere riuscita ancora dopo tutto questo tempo a parlarne con la mia famiglia. Sono certa che la loro reazione sarà molto dura e questo mi spaventa. In che modo posso comunicare loro la mia scelta? Come dovrò comportarmi di fronte alla loro reazione? Io non ho un carattere molto forte e ho paura di arrendermi davanti a questo ostacolo anche se so che ostacoli ne dovrò superare tanti per arrivare dove Gesù mi vuole. Conosci qualche sacerdote a [...] che possa guidarmi in questa mia scelta? Vorrei chiederti infine di sostenermi con la tua preghiera. Un abbraccio fraterno in Gesù e Maria!

Carissima sorella in Cristo,
                                               ti ringrazio di cuore, sono rimasto edificato nel leggere la tua bella lettera vocazionale. Laurearsi in infermieristica significa avere altissime probabilità di trovare un onesto posto di lavoro, ma per me è davvero consolante sapere che sei disposta a rinunciare a tutto pur di donarti a Gesù buono che è il fine ultimo della tua esistenza. Sei stata creata per conoscere, amare e servire Dio su questa terra per poi poterlo amare per tutta l'eternità dopo il breve pellegrinaggio terreno. Vien da commuoversi nel pensare che una ragazza come te avviata ad una sicura carriera lavorativa sia riuscita a non farsi incatenare dalle lusinghe del mondo e abbia capito che ciò che conta davvero nella vita è amare e servire Lui solo, mentre tutto il resto è vanità delle vanità. A che serve avere un buon stipendio, una bella macchina e una casa lussuosa, se poi il cuore è infelice perché non ha corrisposto alla vocazione del Signore?

Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che se una persona ha la vocazione non deve confidarla agli amici e soprattutto ai parenti, poiché costoro spesso sogliono opporsi tenacemente. Per quanto riguarda l'elezione dello stato di vita non si è tenuti ad obbedire ai genitori, dunque se sarà necessario dovrai scappare di casa per poter abbracciare la vita religiosa come hanno fatto Santa Chiara, Santa Tersa d'Avila, San Gerardo Majella e tanti altri santi. Ti raccomando di continuare a conservare nel massimo riserbo il tuo desiderio di donarti a Dio, ne parlerai ai tuoi familiari solo poco tempo prima di entrare in monastero. Se si arrabbiano, rimani in silenzio e poi quando verrà il giorno prefissato te ne andrai di nascosto. Bisogna essere disposti a qualsiasi sacrificio pur di fare la volontà di Dio.

In questo periodo, quando torni a casa tua, cerca di fare una vita ritirata. I tuoi parenti vedendo che preghi molto, non fai mai discorsi mondani, non utilizzi trucchi e abiti spudorati, non guardi programmi televisivi dissipanti, non frequenti amicizie libertine, cominceranno a comprendere che sei una persona “diversa” dalle altre, e saranno già un po' più preparati quando gli comunicherai che vuoi abbandonare il mondo. Tra molti mesi, quando arriverà il momento giusto, potresti dire così: “Carissimi familiari, devo comunicarvi una notizia bellissima. Ogni essere umano su questa terra è alla ricerca della felicità. Alcuni pensano di trovarla tra le ricchezze, altri nelle discoteche, altri ancora nella vita matrimoniale. Dopo molti mesi di riflessione e alcuni periodi di esperienza vocazionale in monastero, ho capito che la mia felicità consiste nel vivere unita a Gesù buono, pertanto ho deciso di abbracciare la vita monastica...”

Se però ritieni che i tuoi familiari si arrabbieranno e ti picchieranno certamente, allora conviene non dire nulla, ma lasciare una lettera nella quale scriverai le cose che ti ho suggerito prima, e poi potrai andartene via di nascosto.

Ma adesso la priorità è un'altra, bisogna capire se Gesù ti desidera in un ordine di vita contemplativa oppure di vita apostolica, dopodiché bisognerà comprendere qual è l'ordine al quale sei chiamata. Il fatto che sei una studentessa “fuori sede” è un grande vantaggio per te, poiché in questi mesi che ti separano dalla laurea hai la possibilità di poter fare delle brevi esperienze vocazionali senza che i tuoi parenti se ne accorgano.

Per quanto riguarda dei buoni sacerdoti a [...] ti consiglio di recarti dai […].

Buon per te che hai capito queste cose, ossia dell'importanza di adempiere la volontà di Dio, anche a costo di rinchiuderti in monastero. Qualsiasi cosa pur di vivere con Gesù! Ma adesso devi prepararti al combattimento spirituale. L'intramontabile Catechismo di San Pio X insegna che con con la Cresima sei diventata un perfetto cristiano e soldato di Gesù Cristo, cioè lo Spirito Santo ti dà il coraggio necessario a superare qualsiasi avversità spirituale. Coraggio! Questa vita è solo una prova, cioè dobbiamo dimostrare a Dio di amarlo davvero, e per amor suo dobbiamo essere disposti a superare qualsiasi avversità. Ricorda sempre quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto!”

Rimango a tua disposizione per qualsiasi altro chiarimento e approfitto dell'occasione per incoraggiarti nel tuo bel proposito di consacrazione religiosa. Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Mediatrice di tutte le grazie.

Cordialiter

martedì 11 luglio 2017

Meglio i divertimenti mondani o la vita religiosa?

Riporto il testo di una lettera che scrissi a una ragazza (ex lettrice del blog) che mi comunicò che sarebbe entrata in un monastero di clausura nel quale precedentemente aveva fatto un'esperienza vocazionale. La superiora del monastero le aveva comunicato per iscritto di aver visto in lei i segni della vocazione, e così si convinse a fare il grande passo.


Carissima sorella in Cristo,
                                           ho accolto con gioia la bella notizia che mi hai dato. Mi hai scritto numerose lettere piene di unzione spirituale, che mi hanno edificato. Sono davvero contento che Gesù buono sia riuscito a rapire il tuo cuore e a convincerti a divenire sua casta sposa. Adesso devi amarlo ancora di più, perché troppo grande è il dono che ti ha fatto. Ma ti rendi conto? Se sarai perseverante diventerai sposa non di un uomo qualsiasi, ma del Re del Cielo! Queste sono grazie che Dio non fa a tutte le ragazze, e tu sei una delle fortunate prescelte. Queste cose i mondani non le capiscono, loro pensano che tu sia pazza, perché vai a rinchiuderti in un monastero di clausura e non potrai andare in discoteca, al cinema o in qualche altro luogo di divertimento. Loro non possono capire le gioie che si provano nel monastero, ad esempio nel cantare un devoto canto eucaristico innanzi al Santissimo Sacramento. Altro che tutti i divertimenti mondani messi assieme!

Mi hai detto che devi ancora sbrigare qualche faccenda nel mondo, e poi potrai finalmente partire per il monastero di clausura, dove Gesù buono ti aspetta a braccia aperte. L'istituto religioso in cui entrerai mi piace molto. Ho letto la biografia della Fondatrice e mi ha entusiasmato il suo ardore per la salvezza delle anime e l'amore per il Sacro Cuore.

In attesa della partenza, il diavolo cercherà di ostacolarti in vari modi. Potrebbe insinuarti che non sei fatta per la vita contemplativa, ma per la vita attiva. Questa è una tipica tentazione per far perdere alle ragazze la vocazione o almeno la tranquillità del cuore. Un'altra tentazione frequente è quella della nostalgia della propria città, della famiglia, degli amici del mondo, e cose di questo tipo. Non devi avere nostalgia di nulla, poiché quando si ha Dio si ha tutto.

Coraggio, resta fedele alla chiamata di Gesù, ed Egli ti ricompenserà generosamente. Mi raccomando, devi desiderare la santità con tutte le tue forze per far piacere al tuo casto Sposo. I mondani sono assetati di vino e divertimenti, tu invece devi essere assetata della salvezza eterna delle anime per la maggior gloria di Dio.

Quando starai pregando nel silenzio della tua povera cella monastica, o durante la veglia notturna davanti al Santissimo Sacramento, non dimenticarti di dire all'amatissimo tuo Sposo una preghiera per me e per tutti i lettori del blog.

Ti ringrazio ancora per la bella notizia che mi hai dato. Spero tanto di poterti incontrare nella Patria Celeste, dove insieme alla nostra Mamma Immacolata, agli angeli e ai santi, potremo adorare e lodare la Santissima Trinità con tutte le nostre forze per tutta l'eternità.

Cordialiter

lunedì 10 luglio 2017

Attenzione ai monasteri rilassati

Ogni tanto ricevo lettere di persone amareggiate per il rilassamento di certi ordini religiosi. Tra gli altri casi, un signore mi ha raccontato cose gravissime su cui è meglio stendere un velo pietoso. Un ragazzo invece mi ha raccontato il dialogo che nel corso di una gita ha avuto con un sacerdote vestito in maniera trasandata e secolare, il quale ha criticato l'uso dell'abito religioso e la vita contemplativa.

Fortunatamente questi ordini hanno pochissimi novizi, tuttavia continuano a fare danni poiché col loro stile di vita rilassato rischiano di far perdere la vocazione agli ingenui che imprudentemente scelgono di fare un'esperienza vocazionale presso di loro.

Ad essere sincero preferisco parlare di questioni edificanti, però non posso nascondere l'amarezza quando vedo il rilassamento che ha colpito non pochi religiosi. Anche il mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse pubblicamente contro questa piaga.

Ecco cosa scrisse questo grande Dottore della Chiesa: “Ma, domando, può dire oggidì il Signore di tutti i religiosi che vivono: Questi sono la mia delizia? Oimè, piange la Chiesa, perché vede nei religiosi un comune rilassamento di spirito, unito ad una gran freddezza nel divino servizio! Non si nega, che vi sono i buoni fra tanti i quali vivono da veri religiosi, separati dagli attacchi mondani, e che attendono a farsi santi ed a portare anime a Dio. Vi sono questi, ch'io chiamo giudici, che un giorno serviranno per giudicare i loro compagni nella valle di Giosafat; ma questi buoni religiosi, questi giudici, quanti sono? [...] son troppo pochi, come si vede; e perciò piange la Chiesa con tutti coloro che amano la gloria divina. […] Dov'è oggidì (comunemente parlando) nei religiosi lo spirito di ubbidienza, lo spirito di povertà, di mortificazione, di negazione di se stessi? Dov'è l'amore alla solitudine, alla vita nascosta, il desiderio di essere disprezzato, come han desiderato i santi? Queste sorte di virtù son divenute cose strane e pare che se ne sia perduto anche il nome.[...] Preghiamo dunque Gesù Cristo, il quale solamente può rimediare a tanto male, preghiamolo che infonda ai religiosi il suo santo amore e il desiderio di farsi santi; perché al presente par che i religiosi abbiano perduto anche il desiderio di farsi santi. Ognuno vede la necessità che vi sarebbe d'una riforma generale nei religiosi, nei preti e nei secolari, nel veder così dilatata dappertutto la corruzione dei costumi.”

Mentre in una lettera rivolta ad un ragazzo che gli chiedeva consiglio sullo stato di vita da eleggere, rispose tra l'altro: “Ho detto monastero di osservanza, perché se voleste entrare in qualche altro, dove si vive alla larga, è meglio che restiate in casa vostra, ed attendiate ivi a salvarvi l'anima, come meglio potrete; poiché, entrando in una comunità ove è rilassato lo spirito, vi metterete in pericolo di perdervi. Quantunque vi entraste con risoluzione di dedicarvi all'orazione, e di pensare solo a Dio; ciononostante, trascinato poi dai cattivi esempi dei compagni, e vedendovi inoltre deriso ed anche perseguitato, se non vorrete vivere a modo loro, lascerete tutte le vostre devozioni, e farete come fanno gli altri, secondo l'esperienza che se ne vede.”

Cari lettori, se qualcuno di voi ha intenzione di fare un'esperienza vocazionale, lo supplico di andare in qualche convento fervoroso e osservante, altrimenti è meglio restare a casa propria.

domenica 9 luglio 2017

Una maestra in monastero

Pubblico la testimonianza vocazionale di una monaca di clausura del monastero di Baggiovara (Modena).


La storia della mia vocazione inizia fin dalla tenera età, fin da piccola avevo un sogno “nel cassetto” che custodivo con amore: quello di aiutare i bambini poveri, particolarmente quelli dell’Africa. Intanto compensavo questo desiderio nel dedicarmi ai bambini che incontravo nel mio cammino, cominciando dai miei fratelli più piccoli. All’età di 14 anni ho scelto la scuola per maestra d’asilo e, una volta diplomata, ho insegnato per anni in vari asili di Modena. Ero felice nel poter essere tutta per loro e sentivo la grande responsabilità che l’adulto ha con una creatura in formazione. Di quando in quando pensavo come sarebbe stato bello andare in Africa ad aiutare bambini meno fortunati. Nel 2005 ho deciso di vedere se potevo esaudire il mio sogno che continuava ad accompagnare la mia vita. Ora, ripensando a quel periodo, posso dire che il Signore ha benedetto quel momento. Mille difficoltà ostacolavano la partenza, il lavoro, l’aspettativa non concessa, ma io mi sentivo forte, avevo un coraggio che mai ho sentito nella mia vita. Era Lui che mi portava e io mi lasciavo portare. 

Quando tutto sembrava remare contro il mio progetto, ho invocato lo Spirito Santo e ogni cosa si è risolta.  Non mi sembrava vero, avevo ottenuto il permesso, potevo partire e compiere ciò che mi stava più a cuore, ma non sapevo che quello che mi aspettava non era solo il coronamento al sogno, ma solo un inizio, una svolta della mia vita. Dopo pochi giorni, il donarmi ai bambini africani non mi bastava più, sentivo un vuoto ed è così che ho iniziato a pregare spontaneamente in ogni dove: per le strade, nelle case dove andavo, mentre giocavo con loro, ecc. 

Tornata a Modena non capivo cosa mi stava accadendo: tutto aveva una dimensione diversa, e mi sentivo come un pesce fuor d’acqua. La mia vita era capovolta, ciò che prima aveva una certa importanza, ora era quasi banale. Il Signore stava facendosi posto in me. Così iniziai a partecipare alla S. Messa ogni mattino e a recitare il S. Rosario al termine del lavoro. Il mio padre spirituale mi consigliò di fare un ritiro in Monastero per un discernimento e ascoltare cosa il Signore mi volesse dire. Fu durante questo ritiro che sperimentai una grande pace e sentii che finalmente stavo realizzando il mio sogno: aiutare spiritualmente tutti i bambini e non solo quelli intorno che potevo fisicamente avvicinare . Il 31 maggio 2007 entrai in Monastero. Due anni più tardi il Signore mi chiese il grande sacrificio di lasciare l’abito religioso e ritornare in famiglia per una grave situazione familiare. Imparai così che nelle vie del Signore bisogna essere sempre pronti a tutto. 

Oggi, dopo essere rientrata da circa un anno e mezzo, posso dire che  tutto è dono di Dio anche il tempo che ho dovuto trascorrere necessariamente con i miei familiari. Sono grata al Signore per avermi chiamato a testimoniare il suo amore. 

Una monaca visitandina

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Le donne attratte dalla spiritualità visitandina basata sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo, le quali desiderano mettersi in contatto con le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena) per chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale in monastero, possono contattare le religiose scrivendo al loro indirizzo di posta elettronica:  monvisit@virgilio.it

sabato 8 luglio 2017

Lettera ai genitori che si oppongono alla volontà di Dio

Spesso i genitori si oppongono alla vocazione religiosa dei figli. I ragazzi in genere riescono a superare più agevolmente l'opposizione dei parenti, invece le ragazze fanno più fatica ad esercitare il loro diritto di eleggere lo stato di vita al quale si sentono chiamate.

Che fare? Non bisogna arrendersi! Le persone che hanno questo problema devono cercare di rimanere calme, senza tentare di far valere il proprio diritto con grida ed incomposte agitazioni. In effetti, tentare un “dialogo vocale” coi genitori ostili è un'impresa difficile e spesso poco fruttuosa (si corre il rischio di arrabbiarsi inutilmente).

Consiglio di scrivere una lettera ai genitori che si oppongono alla vocazione. Secondo me una lettera è più efficace dei discorsi vocali.

Per aiutarvi ho scritto per voi una lettera da usare in questi casi. Vi basterà copiarla, stamparla e firmarla (potete anche modificarla a vostro piacimento), e poi consegnarla ai genitori. Però non dovrete essere presenti mentre la leggeranno, ma dovrete andarvene nella vostra stanza.

Visto che questo problema riguarda principalmente le ragazze, la lettera l'ho scritta al femminile.

Cara mamma e caro papà, 
                                           vi ringrazio per tutto il bene che mi avete dato sin da quando ero bambina. Adesso sono maggiorenne ed è giunto il momento per me di eleggere uno stato di vita. Da molto tempo ormai mi sento attratta dalla vita religiosa. A me non interessa fare carriera nel mondo, accumulare ricchezze, viaggiare in luoghi esotici, divertirmi sfrenatamente in discoteca o in altri luoghi mondani. Queste cose non possono saziare il cuore umano che è stato creato per amare Dio, e non può trovare pace sin tanto che non riposa in Lui.

La nostra gioia su questa terra consiste nell'uniformarci alla volontà del Signore. Io sento la chiamata di Dio alla vita religiosa e ho la ferma intenzione di adempierla, costi quel che costi. Se restassi del mondo vivrei sempre triste ed infelice, come è accaduto a tante altre persone che non hanno risposto alla vocazione.

Se mi volete davvero bene vi chiedo con il cuore in lacrime di smetterla di ostacolare la mia entrata in convento. Non potete immaginare quanto sto soffrendo a causa di ciò. Nessun parente ha il diritto di impedire la mia vocazione, ed essendo maggiorenne posso anche andarmene di casa di nascosto ed entrare in convento contro la volontà dei parenti, così come hanno fatto Santa Chiara e tanti altri santi.

Il nostro scopo su questa terra è di conoscere, amare e servire Dio per salvarci l'anima terminando la vita terrena in stato di grazia, ed andare in Cielo ad amare il Signore per tutta l'eternità. Insegna Sant'Alfonso Maria de Liguori che entrando in un buon ordine religioso sarà facile vivere la vita cristiana in maniera più perfetta e salvarsi l'anima. Perché dovrei rinunciare alla vocazione religiosa? Forse per restare nel mondo ad accumulare onori e ricchezze? Ma che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua?

Io voglio donare la mia vita a Gesù buono, il nostro amorevole Redentore Divino, voglio che il mio cuore sia tutto per Lui, voglio vivere per amare Dio.

Ormai ho deciso di entrare in convento, non ostacolatemi più, non fatemi più soffrire. Non vi preoccupate, non mi dimenticherò di voi, continuerò a volervi bene per tutta la vita. Del resto le costituzioni religiose non impediscono di ricevere telefonate e visite da parte dei parenti (ovviamente non tutti i giorni).

La mia speranza è che la nostra famiglia possa riunirsi un giorno ai piedi della Beata Vergine Maria, nella Patria Celeste, dove insieme agli angeli e ai santi potremo amare con tutte le nostre forze la Santissima Trinità, per tutta l'eternità. Così spero, così sia.

Vostra figlia,


Io credo che i genitori leggendo una lettera del genere si impietosiranno, capiranno che stanno facendo soffrire la propria figlia o il proprio figlio, e diventeranno più morbidi al riguardo della vocazione religiosa. Certo non faranno salti di gioia nel sapere che partirà per il convento, ma almeno smetteranno di opporsi tenacemente, perché ai genitori non piace vedere i propri figli soffrire. Tuttavia, se dovessero continuare ad opporsi, ricordo che le persone maggiorenni possono tranquillamente entrare in convento anche contro la volontà della madre e del padre.

venerdì 7 luglio 2017

Dio chiama a tutte le età


Tempo fa una gentile lettrice mi confidò di voler fare il voto di castità e magari diventare anche suora...

Salve,
              mi chiamo [...], ho 41 anni e sono "ragazza madre". Da circa 4 anni frequento una comunità di [...], che ha cambiato profondamente la mia vita. E' guidata da tre giovani sacerdoti, dei quali uno è il mio padre spirituale. Tante giovani ragazze che hanno frequentato questa comunità, sono adesso in monastero o in altri ordini religiosi. Anch'io ho incontrato il Signore grazie a questo cammino di fede, sto uscendo da un periodo difficile della mia vita, il mese scorso mia madre è morta di cancro. Questa esperienza, seppur triste, ha cambiato radicalmente la mia vita. Ancora non capisco esattamente cosa mi stia chiedendo il Signore, ma durante la malattia di mia mamma, ho sentito forte il Suo Amore per me, come mai prima. Il Suo è un Amore che ti libera, perchè ti ama così come sei (e Lui ti mostra davvero come sei!). Ho sentito forte il desiderio di fare voto di castità, cosa di cui ho già parlato con il padre spirituale, ma la verità è che sento forte il desiderio di consacrarmi a Lui, di vivere per Lui e con Lui. Ora vorrei sapere se per una donna nella mia situazione è possibile farsi suora. Mia figlia ha solo 13 anni. Forse devo aspettare che lei sia maggiorenne e sistemata? Ma nel frattempo potrei frequentare gli esercizi spirituali? Il mio terrore è che questa attesa mi allontani dal Signore, perchè purtroppo non ho la possibilità di frequentare spesso la comunità di cui ti ho parlato, e nella mia parrocchia, nonostante frequenti regolarmente, non sento lo stesso coinvolgimento. Spero di essere riuscita a spiegarmi, attendo una sua risposta, la ringrazio

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   dammi pure del tu. Vuoi sapere se una ragazza madre può diventare suora. Ebbene, sappi che un'ex lettrice del blog, ragazza madre pure lei, adesso è felicemente suora di clausura, e ogni tanto continua a scrivermi lettere cartacee. Quindi pure tu, se vuoi, puoi donare il resto della tua vita a Gesù buono, il miglior Sposo che una donna possa avere. Certo, dovrai superare mille ostacoli, ma con l'aiuto di Dio ce la puoi fare.

Per quanto riguarda il voto di castità, si tratta di una scelta molto delicata, hai fatto benissimo a non agire subito, ma a chiedere prima il consiglio del tuo direttore spirituale. Se è una persona esperta di vita spirituale ti consiglierà saggiamente di fare questa promessa a Dio solo per un determinato periodo di tempo (ad esempio per qualche mese). Dopo che avrai ripetuto il voto temporaneo di castità per varie volte, se lui lo riterrà opportuno, ti darà il permesso di farlo perpetuo. Inoltre è opportuno che quando farai il voto a Dio, tu esprima la volontà che qualsiasi sacerdote abbia la facoltà di scioglierlo in Confessione, qualora se ne presentasse la necessità.

Ritornando al discorso della vocazione, sono davvero contento che ti sei innamorata di Gesù. Spero tanto che tu possa avere la determinazione per giungere sino alle nozze con Lui (quando sarai suora, sarai vera sposa di Cristo, riceverai anche l'anello nuziale che ti ricorderà i tuoi doveri di fedeltà verso lo Sposo). Purtroppo, sappi che non tutti la pensano come me. Infatti, incontrerai delle persone che cercheranno di scoraggiarti. Il fatto che hai 41 anni non è un problema, visto che ci sono alcuni ordini che accettano donne di tutte le età. Invece il fatto che tua figlia è ancora adolescente, costituisce una questione più seria, ma io confido in Dio che si possa riuscire a trovare una soluzione. Fai attenzione però all'ordine religioso in cui entrare, deve essere uno in cui si vive fervorosamente e in maniera davvero religiosa, non in maniera rilassata come purtroppo capita in certi conventi. Questo è un periodo importantissimo della tua vita, perché ormai si sta avvicinando il momento in cui dovrai eleggere lo stato di vita. Per questo motivo nella lettera che ti ho inviato in privato ti ho segnalato alcuni monasteri a cui chiedere di pregare per te.

Spero di esserti stato di qualche utilità, ma rimango a tua disposizione qualora volessi farmi altre domande. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

giovedì 6 luglio 2017

Donare il cuore a Gesù

Mi ha scritto una giovane ragazza che ha compreso che Gesù è il miglior Uomo a cui donare il proprio cuore...


Ciao, intanto mi presento, mi chiamo […] e ho 21 anni. Ti ringrazio per le belle testimonianze che inserisci nel tuo blog, le lettere che ti scrivono e le tue risposte. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog un pomeriggio del mese scorso. Anch'io come qualche altra ragazza mi considero legata profondamente a Cristo, tanto che un giorno, con pura e ferma coscienza di causa, in un social network ho modificato la mia situazione sentimentale da single a "relazione aperta". Ho riflettuto sul fatto che alla mia età non ho mai avuto nessun legame affettivo con nessun ragazzo, quindi ho pensato di restare preservata da cattivi incontri e da legami con delle creature. Come ti dicevo sopra, mi sento profondamente legata al mio caro Gesù. Ho una bellissima immagine del Suo Cuore, l'effige che si venera a Rosolini (Siracusa), appesa proprio accanto al mio letto, e le mie giornate iniziano con un: “Buongiorno Amore”, e terminano con un “Buonanotte Gesù”. Sai, sono a capo di un gruppo di fedeli, la cui spiritualità è rivolta ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Grandi sono le promesse che Gesù fa a ciascuno di noi. Non so come mai sto scrivendo questa e-mail, ma una cosa la so, mi ispiri fiducia. Ho accanto a me la mia guida spirituale, che è il Parroco della mia piccola parrocchia. Non so se la mia è una vocazione reale, tra qualche mese farò un ritiro presso il monastero della Visitazione per fare un po' di discernimento. In attesa di ciò, cerco con la preghiera, il digiuno e altri atti di mortificazione di alleviare le pene a cui il Cuore Divino è sottoposto. Sono del parere che se forgi il corpo, forgerai sicuramente anche l'anima e la staccherai da tutto ciò che non è necessario. Ti ringrazio infinitamente per il tuo lavoro!

Tanti saluti e benedizioni in Gesù Nostro Salvatore!


Cara sorella in Cristo,
                                    considero una cosa molto positiva il fatto che tu non hai mai avuto un fidanzato (anche altre lettrici mi hanno confidato la stessa cosa). Mi spiego meglio: il fidanzamento, se vissuto cristianamente, è utile per poter conoscere il carattere e le buone qualità del futuro coniuge. Purtroppo, oggi sono pochi coloro che vivono il periodo di fidanzamento in maniera cristiana, infatti molti offendono gravemente Dio trasgredendo il Sesto Comandamento, il quale tra le altre cose ordina alle persone non sposate di vivere in castità. Dunque, il non aver mai avuto un ragazzo, ti ha preservato dal commettere dei peccati molto gravi. Inoltre, il fatto di non essere legata sentimentalmente a nessun uomo della terra ti consente di riflettere con più serenità su ciò che senti nel tuo cuore, cioè sul desiderio di abbracciare la vita religiosa. Sono felicissimo di sapere che finalmente hai trovato un ottimo Fidanzato, il quale è migliore di tutti gli uomini del mondo messi assieme. Lui ama con amore vero, non ti tradirà mai; credimi, non te ne pentirai della scelta fatta! Amalo con tutte le tue forze, solo Lui merita di possedere tutto il tuo cuore! Anche Santa Teresa di Lisieux si autodefiniva "fidanzata" di Gesù, sino a quando, con la professione religiosa, divenne sua vera sposa. Le suore non sono delle "signorine", sono delle vere spose, infatti portano al dito la fede nuziale che hanno ricevuto dal Prelato nel giorno della professione. La loro casta unione con Cristo è un vero sposalizio fondato sul vero amore. Al contrario, i matrimoni dei mondani, se sono fondati solo su motivi materiali (pura attrazione fisica, beneficiare dei soldi del coniuge, ricevere l'eredità, ottenere la cittadinanza italiana, ecc.) non sono benedetti da Dio. Sono contento che andrai a fare un'esperienza vocazionale tra le Visitandine di Rosolini (nella foto a lato). Un lettore mi ha parlato molto bene di questo monastero di clausura.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti nei Sacri Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter

lll

mercoledì 5 luglio 2017

Ostacolata dai genitori

Ripubblico una lettera che scrissi a una ragazza di 18 anni.


Cara sorella in Cristo,
                                       rispondo molto volentieri alla tua e-mail.

Sant'Alfonso Maria de Liguori dice che quando il demonio si accorge che una persona desidera abbracciare la vita religiosa, si scatena contro di lei mettendole il bastone tra le ruote (suscitando persecuzioni e ostacoli vari) e cercando di distoglierla dal proposito di consacrarsi a Dio. Infatti il diavolo sa bene che se una persona entra in un buon istituto religioso, molto probabilmente salverà la propria anima e le anime di tante altre persone mediante l'apostolato e la preghiera. Inoltre, sempre Sant'Alfonso, dice che nel mondo sono i parenti i peggiori nemici delle vocazioni, e che tanti giovani hanno rinunciato ad abbracciare la vita consacrata proprio a causa delle pressioni ricevute dai familiari. Santa Chiara soffrì assai la persecuzione dei parenti che non volevano che diventasse suora. Oh, quante ne ha patite! Ma adesso è felice, è in Cielo con il suo amato Sposo.

Non farci caso alle cose offensive che ti dicono i tuoi genitori. Se un bambino di 4 anni ti dicesse che sei stupida, ti offenderesti? Certamente no, perché il giudizio di un bimbo è irrilevante e spesso senza fondamento, pertanto non ci faresti nemmeno caso. Se un analfabeta ti dicesse che sei un'ignorante, ti offenderesti? Probabilmente sorrideresti e non ci faresti caso, perché essere considerata ignorante da uno che non sa nemmeno leggere e scrivere, non è una cosa a cui dar peso. Perché ti ho fatto questi esempi? Perché i tuoi genitori nel campo spirituale sono “poco esperti”, pertanto farebbero molta fatica a capire quel che senti nel tuo cuore se tu ti confidassi con loro. Quindi i loro insulti non sono da tenere in conto. È ovvio che chi ha una visione un po' troppo materiale della vita, non riuscirà a capire una persona che invece ha una visione spirituale dell'esistenza terrena. San Francesco d'Assisi era figlio di un facoltoso mercante di stoffe, ma egli preferì lasciare tutto pur di seguire la chiamata di Cristo. I mondani lo accusavano di essere pazzo perché aveva rinunciato alle ricchezze della sua famiglia, per vivere poveramente e seguire Gesù nello stile di vita evangelico. Noi sappiamo che San Francesco si è salvato l'anima, e adesso gode in Cielo la visione beatifica di Dio. “Vieni servo buono e fedele”, gli avrà detto Gesù nell'ora del trapasso da questa vita terrena alla vita eterna. Chissà invece quante persone che criticavano e disprezzavano la vita di San Francesco, adesso stanno all'inferno, senza più speranza di salvezza. Insomma, ciò che conta è piacere a Dio, non agli uomini. Il nostro scopo in questo mondo è di conoscere, amare, e servire il Signore. Tutto ciò che non ci conduce a Dio è vanità delle vanità.

I mondani non capiranno mai per quale motivo una ragazza che può avere successo in questa società, possa desiderare di “andarsi a rinchiudere” in un convento. Tentare di spiegare quel che senti nel tuo cuore sarebbe come parlare in cinese. Per loro sono discorsi assurdi, visto che i mondani pensano solo ad ammassare beni materiali e a darsi ai divertimenti sfrenati. Ognuno di noi è alla ricerca della felicità: alcuni la cercano nei beni materiali, nel successo e nelle gioie mondane, altri invece la cercano in Dio. In questo mondo erano più felici San Francesco e Santa Chiara, nonostante fossero poveri, oppure i re e gli imperatori dell'epoca? Io mi fido più dei santi. Se tu per accontentare i tuoi genitori rinunciassi alla vita consacrata, vivresti in maniera triste e infelice anche se diventassi regina di un ricco regno. Ma grazie a Dio non hai nessuna intenzione di rinunciare a diventare sposa di Gesù Cristo. Infatti hai capito che il tuo tesoro è nel Signore, e non rinunceresti per nulla al mondo a seguire la divina chiamata ad abbracciare lo stato di vita più perfetto.

Stai facendo bene a non confidare a nessuna persona mondana che desideri diventare religiosa per poter vivere più unita a Gesù. Se il mondo venisse a sapere che stai riflettendo sulla vocazione, ti perseguiterebbe ancora di più. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, sarà meglio non dire ai mondani che vuoi diventare suora, ma che vuoi fare un “ritiro spirituale”. Come ti ho già spiegato in passato, non è una bugia (nemmeno veniale), perché un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale. Il periodo di difficoltà che stai vivendo adesso, lo hanno vissuto tante altre ragazze, prima di diventare suore. Le persecuzioni che stai patendo sono “normali”, cioè in genere le patiscono molti di coloro che vogliono rispondere affermativamente alla chiamata di Dio alla vita consacrata. Da un punto di vista spirituale si tratta di una vera e propria prova d'amore: coloro che amano Gesù con amore forte e sincero resistono alle persecuzioni sino alla fine, mentre coloro che hanno un amore debole si arrendono e abbandonano il cammino vocazionale.

Coraggio, resisti! Devi continuare a combattere la buona battaglia in difesa della vocazione, perché vuoi dare gusto a Cristo, il quale ti ha amato sin dall'eternità, prima ancora di creare il mondo, e che per amor tuo si immolò sulla croce del Golgota, pagando così al posto tuo la pena meritata dai peccati che sapeva bene che avresti fatto. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Non conosco nessun uomo che si lascerebbe percuotere, flagellare, sputare in faccia, coronare di spine, e inchiodare in croce, pur di salvare l'anima tua.

Tu sei maggiorenne, sei assolutamente libera al riguardo dell'elezione dello stato di vita, nessuno deve permettersi di costringerti ad eleggere uno stato a cui non ti senti chiamata. Non pensare alle opposizioni che forse subirai quando i tuoi parenti sapranno che vuoi diventare suora, ma abbandonati nelle mani del Signore, ci penserà Lui a spianarti la strada che ti condurrà alle nozze col Re del Cielo. Il disprezzo che tu hai nei confronti della mentalità materialista ed edonista che dilaga nella società pagana in cui viviamo, lo hanno tutti i seguaci di Gesù Cristo. Non è possibile servire due padroni: o serviamo Dio (che è nostro Padre e ci ama davvero), oppure siamo schiavi del mondo. Non è possibile nessun compromesso tra il Vangelo e la mentalità mondana, poiché sono in opposta contrapposizione.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter